Philemon
Paul appeals to Philemon to welcome back the runaway slave Onesimus no longer as a slave but as a beloved brother. The letter is a window into reconciliation in Christ.
Diodati 1649
Philemon 1
1PAOLO, prigione di Gesù Cristo, e il fratello Timoteo, a Filemone, nostro diletto, e compagno d'opera; 2ed alla diletta Appia, e ad Archippo, nostro compagno di milizia, ed alla chiesa che [è] in casa tua; 3grazia a voi e pace, da Dio Padre nostro, e [dal] Signor Gesù Cristo. 4Io rendo grazie all'Iddio mio, facendo sempre di te memoria nelle mie orazioni; 5udendo la tua carità, e la fede che tu hai inverso il Signore Gesù, e inverso tutti i santi; 6acciocchè la comunione della tua fede sia efficace, col far riconoscere tutto il bene che [è] in voi, inverso Cristo Gesù. 7Perciocchè noi abbiamo grande allegrezza e consolazione della tua carità; poichè le viscere dei santi siano state per te ricreate, fratello. 8PERCIÒ, benchè io abbia molta libertà in Cristo, di comandarti ciò che è del dovere; 9[pur nondimeno], più tosto [ti] prego per carità così come sono, Paolo, vecchio, ed al presente ancora prigione di Gesù Cristo; 10ti prego, [dico], per lo mio figliuolo Onesimo, il quale io ho generato ne' miei legami. 11Il quale già ti [fu] disutile, ma ora [è] utile a te ed a me. 12Il quale io ho rimandato; or tu accoglilo, cioè, le mie viscere. 13Io lo voleva ritenere appresso di me, acciocchè in vece tua mi ministrasse nei legami dell'evangelo; 14ma non ho voluto far nulla senza il tuo parere; acciocchè il tuo beneficio non fosse come per necessità, ma di spontanea volontà. 15Perciocchè, forse per questa cagione egli si è dipartito [da te] per un breve tempo, acciocchè tu lo ricoveri in perpetuo; 16non più come servo, ma da più di servo, [come] caro fratello, a me sommamente; ora, quanto più a te, ed in carne, e nel Signore? 17Se dunque tu mi tieni per consorte, accoglilo come me stesso. 18Che se ti ha fatto alcun torto, o ti deve [cosa alcuna], scrivilo a mia ragione. 19Io Paolo ho scritto [questo] di man propria, io [lo] pagherò, per non dirti che tu mi devi più di ciò, [cioè] te stesso. 20Deh! fratello, fammi pro [in ciò] nel Signore; ricrea le mie viscere nel Signore. 21Io ti ho scritto, confidandomi della tua ubbidienza, sapendo che tu farai eziandio sopra ciò che io dico. 22OR apparecchiami insieme ancora albergo; perciocchè io spero che per le vostre orazioni vi sarò donato. 23Epafra, prigione meco in Cristo Gesù, 24e Marco, ed Aristarco, e Dema, e Luca, miei compagni d'opera, ti salutano. 25La grazia del Signor nostro Gesù Cristo [sia] con lo spirito vostro. Amen.
Bibbia Diodati 1649. Public domain or openly licensed historic text.