Song of Solomon
The Song is a poetic celebration of faithful romantic love. The church has also read it as a picture of covenant love between the Lord and his people, and of Christ and the church.
Diodati 1649
Song of Solomon 2
1Io [son] la rosa di Saron, Il giglio delle valli. 2Quale [è] il giglio fra le spine, Tale [è] l'amica mia fra le fanciulle. 3Quale [è] il melo fra gli alberi d'un bosco, Tale [è] il mio amico fra i giovani; Io ho desiderato [d'esser all]'ombra sua, E mi [vi] son posta a sedere; E il suo frutto [è stato] dolce al mio palato. 4Egli mi ha condotta nella casa del convito, E l'insegna ch'egli mi alza [è:] Amore. 5Confortatemi con delle schiacciate d'uva, Sostenetemi con de' pomi, Perciocchè io languisco d'amore. 6[Sia] la sua man sinistra sotto al mio capo, Ed abbraccimi la sua destra. 7IO vi scongiuro, o figliuole di Gerusalemme, Per le cavriuole, e per le cerve della campagna, Che voi non isvegliate l'amor [mio], e non le rompiate il sonno, Finchè non le piaccia. 8[Ecco] la voce del mio amico; Ecco, egli ora viene Saltando su per i monti, Saltellando su per i colli. 9L'amico mio è simile ad un cavriuolo, O ad un cerbiatto; Ecco ora sta dietro alla nostra parete, Egli riguarda per le finestre, Egli si mostra per i cancelli. 10Il mio amico [mi] ha fatto motto, e mi ha detto: Levati, amica mia, bella mia, e vientene. 11Perciocchè, ecco, il verno è passato; Il tempo delle gran piogge è mutato, [ed] è andato via; 12I fiori si veggono sulla terra; Il tempo del cantare è giunto, E s'ode la voce della tortola nella nostra contrada. 13Il fico ha messi i suoi ficucci, E le viti fiorite rendono odore; Levati, amica mia, bella mia, e vientene. 14O colomba mia, [che stai] nelle fessure delle rocce, Ne' nascondimenti de' balzi, Fammi vedere il tuo aspetto, Fammi udir la tua voce; Perciocchè la tua voce [è] soave, e il tuo aspetto [è] bello. 15Pigliateci le volpi, Le piccole volpi che guastano le vigne, Le nostre vigne fiorite. 16Il mio amico [è] mio, ed io [son] sua; Di lui, che pastura [la greggia] fra i gigli. 17Ritornatene, amico mio, A guisa di cavriuolo o di cerbiatto, Sopra i monti di Beter, Finchè spiri [l'aura del] giorno, E che le ombre se ne fuggano.
Bibbia Diodati 1649. Public domain or openly licensed historic text.